Affrontare un Cristo che non vuole donne sacerdote quasi come vuole che l’Ulster resti inglese

Mary McAleese, President of Ireland

[Replica alla Ordinatio Sacerdotalis (1994) ed alla dichiarazione del Cardinale Ratzinger (1995)secondo la quale la discussione sulla ordinazione delle donne è chiusa .

di Mary McAleese

Estratto da Women Sharing Fully. [Dalla parte delle donne], rendiconto di un seminario , Dublino 1995, pp. 11-21; B.A.S.I.C., Saint Francois, Avoca Avenue, Blackrock, Co. Dublino; con il permesso dell'editore

Mary McAleese è Presidente della Repubblica l'Irlanda (1997-2011). Ecco le principali cariche che ha occupato:

  • Professore di Diritto Penale , Trinity College, Dublino (1975)
  • Direttrice dell'Istituto di Studi Superiori di Diritto (1987)
  • Pro-Vice Cancelliere , Università Queen Mary, Belfast (1994)
  • Presidente della Repubblica d'Irlanda (1997)

Essi pretendono che il dibattito sia chiuso. Io credo che farebbero meglio ad aprire le orecchie:

Per cominciare, voglio dire che io amo la Chiesa. Amo la sua struttura.; amo le sue pietre.

Io amo mia madre e mia madre ama me. Nessuna di noi due è perfetta e di tanto in tanto ci sentiamo costrette a rimproverarci i nostri difetti nella speranza che la nostra relazione migliori. Questa è la ragione per la quale questa mattina sono venuta a questa conferenza per dire alla Chiesa che amo quello che penso e perchè lo penso.

Sono nata a Belfast, tra il monastero passionista e l’Orange Hall. Agli inizi, Dio era maschio; l'altare era riservato agli uomini; i sacerdoti erano considerati degli eroi ed ogni madre voleva che suo figlio diventasse un eroe. Anche mia madre e le sue sorelle. Dire: "Mio figlio è sacerdote " dava un certo prestigio che la stessa frase:" Mia figlia è religiosa" non poteva nemmeno sperare di eguagliare .Ho capito queste cose senza che nessuno me lo spiegasse. Era una cosa evidente.

Era sottinteso: Dio era maschio, suo figlio era maschio come era maschio lo Spirito Santo . Dopo l' Orange Hall, si aveva un'altra immagine di Dio , quella di un Dio protettore dei Protestanti che aveva destinato il piccolo angolo di terra dell'Irlanda del Nord ad essere protestante e britannica. Un Dio che, curiosamente, era capace di odiare i Cattolici.

Ed egli era anche il Dio dei Cattolici e dell'Irlanda cattolica. E Dio, curiosamente, sembrava capace di odiare i Protestanti. Erano due Dio che si servivano delle loro croci come lance per affrontarsi in un torneo. Due Dio con i paraocchi, ossessionati dallo spirito di parte. Dei Dio irrefrenabili che non si curavano che di un pugno di eletti in una minuscola parte del mondo. Non era affatto il Dio che conosco e di cui ho bisogno, che si prende cura di tutti con amore.

Nel monastero, c'erano a quell'epoca più di quaranta uomini vestiti nei loro abiti neri, vestiti femminili con i quali sembravano quasi spiccare il volo.

Essi dominavano il panorama dei miei pensieri e li amavo tutti. Hanno dominato tutto il paesaggio spirituale della mia infanzia . Ed ho verso di loro un debito che non potrò mai pagare.

Ma c'era e c'è ancora una mancanza. Non è deliberata nè dipende da cattive intenzioni, ma è sempre una mancanza. Il giorno in cui, per la prima volta , io espressi chiaramente il mio desiderio di diventare avvocato, il primo a dire: " tu non puoi perchè sei una donna e nessuno della tua famiglia ha studiato diritto" è stato un sacerdote originario di Dublino che ogni settimana prendeva due o tre whisky con mio padre. E fu detto con quel tono autoritario che ha lo scopo di scoraggiare ogni protesta ed ogni discussione. Il detentore di una conoscenza suprema, di una certezza assoluta aveva parlato e doveva essere così.

E' un fatto che mia madre aveva inculcato ai suoi nove figli un rispetto del sacerdozio che confinava con il ridicolo. Così, è con stupore che vidi il sacerdote costretto ad alzarsi dalla sua sedia e portato all'uscita da mia madre prima che avesse finito la sua bottiglia di whisky . "Voi", disse, "fuori !" e " Tu" ,mi disse," dimenticati di questo vecchio palandrano" . Io seguii il suo consiglio. Fu l'unico consiglio sulla mia carriera che ebbi mai dai miei genitori.

Le sole scuole che ho frequentato sono quelle delle Suore. Così è sbagliato dire che non ho conosciuto modelli di donne al lavoro, dato che ho trascorso tra di loro tutta la mia vita. Le religiose come mia madre e le mie sorelle mi mostravano numerosi modelli diversi ma c'era una linea di demarcazione evidente, così ben definita che , alcuni decenni più tardi, quella stessa madre che aveva così risolutamente messo alla porta il sacerdote sessista, è ancora capace di dichiarare :" Non sono a favore delle donne sacerdote ma non so perchè". La prima parte di questa frase mi rattrista ma la seconda mi dà coraggio. .Se lo avesse saputo, la cosa mi avrebbe preoccupato davvero.

La medesima linea di demarcazione che separa il lato dell'autorità da quello del rispetto mi ha permesso alcuni anni più tardi quando nacque la questione della ordinazione delle donne , di dire : io non capisco l'esclusione delle donne ma non sono teologa.

Nel corso della storia, il parallelismo con le ragioni che giustificavano il fatto che le donne non potessero diventare avvocato, che non potessero votare, che dovessero sacrificare la loro carriera al matrimonio, non mi è sfuggito. Io le avevo semplicemente nascoste in profondità. Perchè sfidare la terribile autorità della gerarchia appariva come aprire un vaso di Pandora e poteva rivelarsi difficile da controllare. Se la Chiesa si inganna su una questione come questa a proposito della quale essa ha una parola di una chiarezza glaciale, quali altri errori potevo fare emergere? E quelli tra di voi che hanno dei problemi di fede e che conoscono i suoi lati oscuri, sanno bene come sia difficile sostenere il timore e far fronte al dubbio.

I Domenicani che hanno provveduto alla mia educazione secondaria ( che fu felice) mi hanno ampiamente parlato di un grande intellettuale , un titano della filosofia: San Tommaso d'Aquino. Costui – tanto è un gigante – si innalza su nove secoli di riflessione della Chiesa. Ma fu venti anni dopo aver lasciato l' Istituto San Domenico, a Falls Road, che scoprii di aver studiato San Tommaso d'Aquino su un testo espurgato, per dire le cose con chiarezza. Quando lessi il testo originale della Summa Theologica e vi trovai la frase "la donna è un essere incompleto ed un maschio mancato ", non posso trovare le parole adatte per dirvi come mi sia sentita ingannata.

Cominciai a capire come le idee, nel corso del tempo, potessero esercitare influenza sulla educazione e la cultura che hanno definito i ruoli che le donne possono avere ed imposto loro dei limiti. Ma era ancora più facile fingere ignoranza che far fronte al dubbio. Tuttavia, quest'ultimo era stato seminato.

Da una semplice osservazione, venni a convincermi che la verità finisce sempre per imporsi. Essa trova sempre una falla per liberarsi , essa occupa il più piccolo interstizio fino a quando non riesce finalmente a venire alla luce. Il migliore esempio che oggi posso trovare da mettere a confronto con la discussione del ruolo della donna nella Chiesa ( che è un problema che ho a cuore) è la richiesta della famiglia Maguire, dei Sei di dei Quattro di
Birmingham e Guilford.

(Nota del traduttore
: La famiglia Maguire, i Sei di Birmingham e i Quattro di Guilford sono tre casi famosi di irlandesi residenti in Inghilterra che sono stati condannati a numerosi anni di prigione per aver messo delle bombe. Più tardi, queste condanne furono abrogate quando si dimostrò che le prove contro di loro erano false. Per una irlandese, questo fatto mostra i pregiudizi dei britannici contro gli irlandesi )

L’establishment per intero, i media, i tribunali erano contro di loro , e la stessa opinione pubblica , tutti insieme formavano un muro impenetrabile . Tuttavia , sopra ed attraverso questo muro, la voce di gente semplice, di persone attente alla verità che si manifestava con insistenza nei loro cuori ( benchè altri cuori non siano sensibili) , la voce di questa gente senza potere cominciò ad essere udita ed il loro paziente lavoro di scavo finì per abbattere questo muro. Quanto i tribunali hanno manovrato, quante lettere e quanti ordini furono scritti per mettere fine per sempre ad un dibattito e ad una presa di coscienza collettiva che crescevano e quanto tutto questo è rimasto finalmente senza risultato

Esiste un parallelo tra la campagna condotta della famiglia Maguire e quella iniziata per l'accesso delle donne ai ministeri in seno alla Chiesa. All'inizio, il pugno di persone che conducevano questa campagna erano marginali , persone senza potere e senza influenza. Essi si esprimevano dietro un paradigma fortemente radicato che rifiutava di essere messo in questione, paradigma criticato dall'interno da voci dissidenti , senza le quali quelle esterne non sarebbero state sicuramente prese in considerazione.

Quando le voci provenivano dall'esterno non erano ascoltate, quelli che detengono il potere e l'autorità, questo piccolo gruppo formato dai responsabili, si sono infastiditi ed hanno respinto con disprezzo queste richieste. Le voci dall'esterno sembravano deboli, male informate; non erano le voci del potere. Cosicchè vennero classificate come dannose, provenienti da gente con intenzioni ostili. E coloro che vivevano in seno al paradigma si sono fatti ancora più sordi ed hanno messo in opera tutti i mezzi possibili per soffocare le voci del dissenso.

Dall'esterno hanno dovuto gridare ancora più forte per avere qualche speranza di essere sentiti. E questo comportamento aggressivo ha confermato il pregiudizio di quelli che vivevano nel paradigma , che cioè questa gente era seccate, detestabile, che non meritava alcuna attenzione e non valeva la pena di essere ascoltata.

Mi ricordo molto chiaramente delle cose terribili che si dissero con tono deciso a proposito di due uomini che ammiro su tutti ( l'abate Denis Faul e l'abate Raymond Murray) quando cominciarono la loro lotta solitaria. Io ero presente quando queste cose vennero dette : non erano soltanto cose calunniose, questi due sacerdoti venivano qualificati come anticristiani all'ennesima potenza. Ma essi non mancavano di coraggio. La fiamma della verità bruciava nei loro cuori e non doveva spegnersi.

Ed alla fine vi sono riusciti poichè il Cristo è all'opera anche dentro il paradigma, sebbene Egli abbia dovuto lavorare sodo.Solo quando delle anime coraggiose dentro il paradigma si sono decise ad ascoltare e quindi, avendolo fatto, ad agire, solo allora il paradigma ha iniziato a preoccuparsi delle voci dall'esterno , a tenerne conto ed allora il monolita si è ridotto in briciole.

La questione delle donne ed il loro ruolo nella Chiesa sono molto simili. Consideriamo per un istante la forma della struttura ecclesiale nella quale discutiamo ed il sistema di comunicazione all'interno di questa struttura. Il modello più vicino al quale penso per potervene dare una immagine è un giocattolo Fisher Price.

Vi ricordate questo giocattolo costituito da un'asta centrale sulla quale si mettono degli anelli di diametro via via più piccoli ? Provate ad immaginare che l'asta centrale è il corpo del Cristo sul quale si mettono dei piccoli anelli di plastica che rappresentano il popolo di Dio riunito intorno al Cristo. L'anello più grande si trova alla base ed è formato da noi, i laici, uomini e donne.
No
i trasmettiamo le nostre idee e i nostri suggerimenti alle nostre famiglie, nelle associazioni cristiane, nelle scuole , nei gruppi ai quali apparteniamo, nei consigli pastorali, ma queste idee e questi suggerimenti hanno la tendenza a muoversi unicamente, mi sembra, all'interno dell'anello.

Io non conosco alcun forum ufficiale nel quale voi od io possiamo sottoporre delle questioni che siano riportate in alto. Per la verità, è interessante sottolineare che quando la Sig.a Soline tentò di inviare al Cardinale una petizione in favore dell'ordinazione delle donne, Sua Eminenza sembrò incapace di poter accettarla. Per onestà devo dire che che Sua Santità il Papa ha sempre letto e ricevuto la corrispondenza privata che io gli ho inviato a questo riguardo.

Egli non è d'accordo con me, bisogna saperlo, ma si è offerto di pregare per me in un certo numero di occasioni. Io in risposta ho fatto la stessa cosa.

L’anello successivo è formato da sacerdoti, religiosi e religiose. E' un anello più piccolo ma ha molta influenza in materia di insegnamento e di formazione, e controllano quelli dell'anello sottostante al quale, evidentemente, i suoi membri hanno appartenuto in precedenza. Tuttavia, qui ha inizio quello che chiamerei una amnesia distribuita in maniera differenziale, che aumenta man mano che si sale lungo l'asta centrale.

I sacerdoti e gli educatori che appartengono a questo livello hanno esercitato una influenza considerevole nel corso della storia, sebbene essa si sia indebolita dal momento in cui il loro numero è diminuito ed i laici hanno tappato i buchi (diventando questi ultimi una parte sempre più grande) . Questo livello resta in ogni caso una parte estremamente dell'intera struttura. Esso ha dei legami solidi e sicuri con l'anello inferiore del quale fa parte la maggioranza di noi ,ma ha anche legami fortissimi , sia ufficiali che ufficiosi, con il livello superiore.

E' interessante notare che i due livelli che ho ricordato sono i soli livelli in cui si incontrano uomini e donne. I livelli superiori dei quali sto per parlare ora, includono esclusivamente uomini.

A partire da questo punto, quando prendiamo il gruppo di anelli successivi e li mettiamo sul supporto, osserviamo due cose: essi non contengono che maschi ed essi hanno nelle mani quasi tutto il potere decisionale nella Chiesa. E non sono affatto sicura di dover utilizzare la parola 'quasi' .

L’anello seguente è formato dai vescovi, quello successivo dai cardinali ed infine l'ultimo è Sua Santità il Papa. E' curioso che questo sia l'anello evidentemente il più piccolo.

I canali di comunicazione tra questi tre ultimi potenti gruppi costituiti unicamente da uomini sono molto antichi e vari. Di tutti gli anelli, questi sono quelli che hanno le strutture di trasmissione dell'informazione più chiare, che circolano nei due sensi lungo una 'autostrada informativa' che è loro propria. Ma non esiste una perfetta simmetria tra la strada ascendente e quella discendente.

La strada che sale parte dai vescovi e va- per mezzo dei cardinali- fino al Papa. Quella discendente va dal Papa fino ai laici. Ma è una circolazione delle informazioni a senso unico, se si eccettua qualche relazione occasionale come quella che io ho con il Papa. Questo vuol dire che , all'interno delle strutture di potere della Chiesa, la voce dei laici in generale e quella delle donne in particolare, è udita raramente attraverso uno dei canali ufficiali che dipendono dalla istituzione, poichè non vi viene data alcuna importanza.

Vi sono evidentemente dei contatti informali e particolari in occasione di determinate riunioni: occasionali sedute di lavoro, commissioni ufficiali, consigli pastorali ai quali partecipano alcuni laici , ecc. Tuttavia, poichè i partecipanti a questi incontri sono scelti da quelli del livello sopra di essi, essenzialmente cioè da coloro che sono sui tre anelli superiori, i responsabili della Chiesa possono decidere quali voci vogliono ascoltare e quali opinioni desiderano che queste voci sostengano.

Tenuto conto di questa struttura, se le donne vogliono fare ascoltare le loro voci, è necessario inevitabilmente che esse debbono gridare forte perchè possano essere ascoltate in alto, servendosi di canali non ufficiali come la stampa, riunioni come questa, associazioni, lettere, campagne.. Esse devono mostrarsi urlando dall'esterno. L'effetto finale è simile a quello che si è prodotto in favore dell'abate Faul,dell'abate Murray e di quelli che hanno condotto le prime campagne in favore della famiglia Maguire, dei Sei di Birmingham e dei Quattro di Guilford.

Coloro ai quali essi volevano rivolgersi, le persone alle quali era destinato il messaggio che proclama la verità,formano quello che io descriverei come un gruppo ermeticamente chiuso, quasi una sotto-cultura , composta da gente che è 'arrivata' , piena di sè stessa e per il momento molto arrogante, della gente potente ed influente. Per nulla quel genere di persone pronte ad accettare la critica, specie se la critica è rivolta ad essi stessi. Ed in particolare, niente affatto pronte ad accoglierla se proviene dal gente esterna alla loro cerchia incantata.

Poichè accade spesso che coloro che conducono una campagna dall'esterno sembrano forti a coloro che sono all'interno, l'assenza totale di strutture efficaci interne all'istituzione che permetterebbero il dibattito e la comunicazione con il livello superiore conduce ad un rapporto conflittuale che crea risentimento , rafforza le posizioni di ciascuno ed impedisce un vero dialogo. Ed io mi sento obbligata a porre la questione di sapere se l'assenza di un forum ufficiale in cui dialogare e dibattere , obbligando le persone a discutere in un forum non ufficiale come questo ad esempio, non costituisca una inadempienza di fronte al comandamento che ci dice di amarci gli uni cogli altri.

Sembra alle volte che il circolo ermetico non presenti nessun punto debole ( e Dio se si sia preocupato di dare una immagine di sè che mostra la mancanza di punti deboli su questo come su altri temi ). Proprio come sembra che le severe reprimende del Papa contro coloro che hanno condotto la campagna intimando loro di fermare ogni azione, proprio come la minaccia pronunciata l'anno scorso da uno dei nostri cardinali, secondo la quale coloro che continuano il dibattito si mettono fuori dalla comunione con la Chiesa, hanno rafforzato il cerchio di difesa esterno, si vedono i segnali- e segnali importanti- che la battaglia potrebbe essere già "vinta a metà" !

E' chiaro che una buona parte del cammino è stato già compiuto dalle nostre Chiese sorelle: il dibattito è terminato salvo che nella testa di una minoranza che milita nelle retroguardie ma in via di rapido dissolvimento. . Vi è molto da imparare dal cammino passo a passo adottato dalle Chiese sorelle.

Da lungo tempo, l'argomento teologico che esclude le donne dal ministero sembra essere circondato da un alone che non solo impedisce loro di essere sacerdote ma anche chierichette ed evidentemente diacono. Ma qualunque cosa abbia desiderato o detto il Cristo a proposito delle donne sacerdote, è diventato sempre più difficile mantenere l'esclusione delle chiericette sulla base della tradizione o della dottrina. Essa è stata vista per quello che è: un ammasso di concezioni sorpassate e precostituite relative al ruolo destinato agli uomini ed alle donne e tradotte in idee preconcette, in regole stereotipate e in ruoli immutabili. E sotto la pressione di una opinione pubblica sempre più sensibilizzata ed informata sulla eguaglianza dell'uomo e della donna , la regola si è vaporizzata. Una piccola vittoria delle femministe cristiane in seno alla Chiesa cattolica grazie a quelli che, bisogna sottolinearlo, formano una generazione di giovani molto ben formati che non sopporteranno più a lungo senza protestare i comportamenti sessisti.

La prossima tappa in programma è, mi sembra, l'accesso delle donne al diaconato. Qui, la Bibbia è dalla nostra parte. Non che io pensi che essa non lo sia in materia di donne sacerdote ma lasciamo che questa gente faccia un passo alla volta. Sono così lenti !

Il Nuovo Testamento contiene un certo numero di riferimenti interessanti relativi alle donne diacono, uno dei quali – è incredibile ! – da San Paolo stesso. E , mentre i teologi possono continuare a discutere del contesto biblico e del diaconato come tappa verso l'ordinazione sacerdotale, la cosa fornisce un terreno fertile per dibattere del grande ruolo che la donna è chiamata a svolgere nella Chiesa.

Sono lieta di constatare che il Papa ha portato un grande contributo a questo dibattito grazie a numerose dichiarazioni concernenti la necessità di far cadere le barriere di assoggettamento che, nel mondo, piegano le donne. Purtroppo, la sua prospettiva sembra riguardare soltanto l'esterno della Chiesa.

Ciò che suggerisco ora è di tentare di iniziare col Papa un dibattito in senso inverso riguardante i problemi del suo specifico campo e di suggerire che, quando egli parla nel suo ammirevole documento sulla dignità della donna ( ed io penso in realtà che sia un meraviglioso documento sotto numerosi aspetti) , noi abbiamo il diritto di porgli una domanda a proposito del comandamento secondo il quale bisogna amare le donne. L'esclusione della donna dal sacerdozio e dal diaconato contribuiscono alla dignità della donna? Contribuisce veramente alla nostra dignità, al fine di promuovere la nostra causa che è dopo tutto quella di tutta l'umanità e del Vangelo, il dover chiedere di partecipare pienamente a questa Chiesa? E perchè questa Chiesa possa servirsi pienamente dei nostri doni, noi siamo obbligate a far ricorso a dei meccanismi non ufficiali, a mezzi di azione non riconosciuti, fuori dal paradigma, per esercitare una pressione che ci permetta di essere ascoltate in alto, gridando in maniera stridente?

Ecco una occasione per fare un gesto verso le donne, dentro la stessa Chiesa un gesto che ha fondamento su un precedente biblico ed in linea con un precedente recente nella Chiesa anglicana in cui le donne sono state ammesse al diaconato permanente mentre ancora l'interdizione tradizionale al sacerdozio restava invariata.

La Chiesa riconosce due forme di diaconato: la prima costituisce una tappa transitoria verso il sacerdozio e l'altra è il diaconato permanente nella quale l'ordinazione sacerdotale non è prevista. Vorrei porre questa mattina la questione a coloro che non sono membri della gerarchia : per quali motivi si fa in modo che su questo punto il diritto canonico apra la porta del diaconato solo agli uomini, sposati o celibi che siano?

Io vorrei che mi si spiegassero gli argomenti teologici e dottrinali sottostanti e noi potremmo allora organizzare una campagna in onore di Febe, la diaconessa che San Paolo raccomanda nella sua Lettera ai Romani ,capitolo 16, versetto 1.Forse potremmo chiamarla l'iniziativa in favore di Febe?

In un'epoca in cui il numero di candidati al sacerdozio declina al punto da diventare trascurabile, in cui i conventi ed i monasteri chiudono o si riciclano in centri di conferenze ,apparirebbe come una reazione straordinariamente irriconoscente il far sapere che non c'è bisogno del loro servizio alle persone di genere femminile che desiderano avere un ruolo nella Chiesa del futuro come curati, diaconi o sacerdoti, esse la cui energia spirituale da poco liberata potrebbe veramente rigenerare l'immagine di una Chiesa affaticata, che ha perduto la sua vivacità ed è persino demotivata.

Come ha detto il teologo domenicano Leonardo Boff : “Nei momenti critici, sono sempre le donne che si mostrano le più coraggiose ". Quando dunque sembra che la Chiesa non abbia abbastanza difensori per guarnire le barricate innalzate per resistere all'assalto della secolarizzazione, del cinismo e contro il regresso del sacerdozio, ecco delle donne che si dicono pronte alla collaborazione. E, come risposta, si sente una voce fin troppo familiare che dice no al cambiamento, una voce che conosco fin troppo in Irlanda del Nord, benchè in un contesto diverso. No al cambiamento, no al dialogo, no alla condivisione del potere, no perfino al reciproco ascolto ed alla discussione.

Quelli che tra di voi conoscono bene la politica in Irlanda del Nord capiranno la somiglianza delle situazioni senza che io vada nei dettagli. Il Dio tonante del No ha curiosamente numerosi adepti in Irlanda come nel resto del mondo. Ci si può domandare in che cosa le voci che difendono l'escissione delle donne in Africa sotto il pretesto che questa è stata sempre la tradizione differiscono da quelle dell'Estremo Oriente che vogliono perpetuare il bendaggio dei piedi delle ragazze perchè è stato sempre così, ed in che cosa esse differiscono da quelle che rifiutano l'ordinazione delle donne con il pretesto che questa è la tradizione?

Io vivo in Irlanda del Nord dove la tradizione ci ha trascinato in una situazione spaventosa che ha fatto 3000 morti ed ha causato una quantità di danni irreparabili. Facciamo degli sforzi considerevoli per lasciarci alle spalle questa tradizione , sforzandoci di crearne una nuova . Poichè vi sono tradizioni che meriterebbero di essere gettate nella pattumiera.

Riguardo le obiezioni dottrinali, l'argomento fondamentale è che questa è la volontà del Cristo, implicita nel suo comportamento, che si desume dalla sua dimora sulla terra. Da parte mia, ho molta difficoltà ad accettare un Dio che non sa dire che no, che sperpera deliberatamente le risorse umane, un Dio che ha riservato il sacerdozio ai soli uomini per ragioni che sono sospette di misoginia, un Dio che non cambia mai opinione anche quando la corrente si è rivoltata contro di Lui.

Gli argomenti teologici e gli argomenti dottrinali alla stessa maniera di quelli che si richiamano alla tradizione quando li esaminate mettono a disagio, essendo imbarazzanti quanto i vestiti nuovi dell'imperatore. Così ho deciso, a torto o a ragione, di non accordargli più alcun credito evitando di prenderli in considerazione. Io penso che prendendoli sul serio si sprechino troppe parole e troppe emozioni. Sono falsi, sono stupidi; non bisogna prenderli sul serio.

Se io credessi davvero che il Cristo è l'autorità che ha proposto di escludere le donne dal sacerdozio a motivo soltanto del loro genere, io direi in maniera decisa che là c'è un Cristo nella cui divinità non credo affatto, non voglio crederci e non posso crederci. Dire queste cose è per me una questione molto seria. Non lo faccio per nulla alle leggera.

Questo Cristo ha uno spirito molto meschino, un cuore troppo misero per essere il Cristo del Vangelo in cui credo e che conosco- immagino- almeno quanto il Papa. Egli è dopo tutto mio Padre e mia Madre.

Questo è un Cristo troppo meschino se crede che le donne Cattoliche sono persone di classe inferiore, che i Neri non sono nati da una razza pura, che gli Ebrei sono da disprezzare, perchè Egli è stato chiamato in aiuto da tutti quelli che proclamano nel suo nome le cose che Lui crede realmente, perchè egli a parlato a loro, e soltanto a loro. Un Dio fatto ad immagine e somiglianza di alcune idee molto discutibili, ad immagine e somiglianza di personalità molto criticabili che sono la vergogna di questa terra ed il cui pensiero e le cui azioni spinte alle loro inevitabili conseguenze esprimono furbizia, ambiguità e provocano sulla terra miseria, non la speranza, non la gioia ,non l'amore.

Ma per fortuna, io non credo affatto che il Cristo abbia questo aspetto e queste caratteristiche. Questo Cristo, questo Dio , vuole la promozione dell'umanità intera ed ha portato un messaggio molto semplice, che l'amore di Dio e del prossimo vissuto realmente, fino in fondo, può cambiare il mondo e trasformando davvero.Questo è un comandamento, non una semplice invenzione; Un comandamento, non qualcosa di meno. E bisogna ora domandarsi se la Chiesa, a causa del suo atteggiamento verso le donne, non stia violando questo comandamento nella maniera più riprovevole.

Coloro che propongono che la Chiesa rispetti il diritto della donna ad una completa dignità sono demonizzati. Questo mese nel mensile Intercom ho trovato nell'editoriale dell'abate Kevin Donlon un riferimento alla scuola del risentimento . Io non posso fare altro che chiedermi che tipo di pubblico questo articolo prende di mira. Vi è scritto:" Ciò di cui la Chiesa non ha bisogno, e di cui nessuno ha bisogno , è una critica aspra e impietosa che comporta poco calore e che, d'altra parte, è molto dannoso per le giovani generazioni e per la loro conoscenza della verità ".

Non posso dirvi come mi sia sentita avvilita dopo aver letto questo editoriale. Egli lancia in vari modi un invito a tacere… e spero di aver male interpretato l'abate Donlon. Vorrei che non abbia voluto dire questo. Ma è quello che ho letto. Dire senz'altro che quelli di noi che criticano la Chiesa appartengono alla scuola del risentimento significa tagliare i ponti negando che si possa progredire. E vi confesso che provo personalmente indignazione nel vedermi accollare questa etichetta.

Io desidero che si progredisca. Io voglio una Chiesa che mi renda felice nel trasmetterla ai miei figli.. Alle mie orecchie di Nordirlandese, questa demonizzazione risuona in maniera sgradevole come racconta il grande poeta presbiteriano W. R. Rodgers nel suo poema Home Thoughts from Abroad (Pensieri che ci vengono da fuori ) . W. R. Rodgers era un pastore presbiteriano che è morto agli inizi del 1969, prima che scoppiassero le rivolte. Agli inizi degli anni 60,ha vissuto in California e da lontano sentì parlare di quello che accadeva in Irlanda del Nord quando il reverendo Ian Paisley divorò il drago e dichiarò di essere san Giorgio.

Nel suo poema , W. R. Rodgers scrisse profeticamente:

Hearing this June day the thin thunder
of far off invective and old denunciation
Lambasting and Lambegging the homeland,
I think of that brave man Paisley, eyeless
In Gaza with a daisy chain of millstones
Round his neck; groping like blind Samson
For the soapy pillars and greased poles of lightning
To pull them down in rains and borborymic roars
Of rhetoric. There but for the grace of God goes God…..
Some day of course he’ll be one
With the old Giants of Ireland..
filed safely away on the shelves
Of memory; preserved in ink, oak gall
Alcohol, aspic, piety, wit….
In fond memory of his last stand
I dedicate this contraceptive pill
Of poetry to his unborn followers
And I place
This bunch of beget-me-nots on his grave".

















Credo che questo poema avrebbe potuto essere senz'altro scritto, per gli anelli più alti del Fisher Price, a proposito di certe dichiarazioni sulle donne e sul sacerdozio. Esso potrebbe essere anche un epitaffio al dio della misoginia e del settarismo. Poichè alle radici, si assomigliano

Giungendo i sostenitori di tali dichiarazioni a detestare, disprezzare, odiare e tenere sotto il loro controllo una parte della creazione di Dio.

Permettetemi di terminare con delle citazioni del grande poema di Rodgers, Resurrezione così abile nel descrivere i lamenti di Maria Maddalena per la scomparsa di Gesù come noi lamentiamo la perdita di tutti i doni delle donne dispersi nei meandri occlusi della burocrazia ecclesiale. Preghiamo per la soluzione che non tarderà molto ad apparire.

It is always the women who are the Watchers and the Wakeners
Slowly his darkened voice, that seemed like doubt
Morninged into noon; the summering bees
Mounted and boiled over in the bell flowers.
Come out of your jail Mary, he said. the doors are open.



Mary McAleese

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Ch'e molto di piu sul tema dell'ordinazione delle donne.
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