Articolo pubblicato in La Croix, di mercoledì 15 dicembre 1999, da André BAFFERT e Georges DUPERRAY, sacerdoti della diocesi di Lione
OMAGGIO : Claire Daurelle, una laica di Lione morta nel novembre scorso. che avrebbe voluto promuovere l'impegno pastorale delle donne nella Chiesa.
Claire Daurelle, che è morta nel novembre scorso, aveva un ruolo particolare tra i laici pastorali permanenti della diocesi di Lione.
Il suo ministero di donna si concentrò principalmente nella periferia lionese, la Duchère. Prima cappellano di un istituto tecnico, poi permanente parrocchiale, per circa venticinque anni si consacrò a questo quartiere. Quando diventò permanente, a tempo pieno, al servizio della parrocchia, essa condivise alla pari con i sacerdoti responsabili i servizi che sono necessari ad una grande parrocchia popolare.
Claire era conosciuta come sostenitrice dell'ordinazione delle donne. Ma evidentemente essa si sottopose all'obbedienza che chiedeva la gerarchia, ed il suo ministero, molto vicino al ministero presbiterale, non ne soffrì. Il cardinale Decourtray le aveva personalmente dato il diritto di tenere l'omelia, che pronunciava a turno, assieme agli altri sacerdoti,con una preparazione ed una proprietà di linguaggio che testimoniano : il ministero stesso della Parola di Dio era in gioco. Riunire, presiedere, animare i gruppi o le assemblee, celebrare i funerali. Tutte queste funzioni le erano connaturali.
Claire era 'segnata', in una maniera particolare nella fede e in una speranza spesso ardua, dal desiderio ecclesiale di consentire ai laici, ed in particolare alle donne , di accedere ad un ruolo attivo e responsabile nella comunità cristiana. Di permettere a quelli ed a quelle in cui si manifestava la vocazione di accedere ad autentici ministeri, nella responsabilità e nella collaborazione. Essa si rallegrava nel vedere molte donne accedere a tali ministeri per la catechesi, i canonicati scolastici ed ospedalieri, i movimenti. Il servizio parrocchiale, il più polivalente, quello che esercitò per anni, le sembrava il più ricco.
La sua esperienza le aveva insegnato che, per ogni ministero esercitato da un laico, una solida formazione era indispensabile. Per sè stessa, oltre alla formazione iniziale, si dedicò ogni anno ad una formazione permanente, malgrado la gravosità dei suoi impegni. Così, a 45 anni, presentò una memoria che le valse il dottorato in teologia. Il tema di questa memoria poggiava sui fondamenti teologici della vita responsabile e fraterna nella Chiesa.
Questo impegno al servizio dei 'ministeri laici ' testimoniato con un linguaggio spesso incisivo, che poteva sembrare combattivo, non le valse che amici. Essa dava testimonianza del desiderio - la vocazione- del ministero presbiterale per sè e per le altre donne che conosceva. Questa chiamata interiore le arrivò quando, dopo un ministero come cappellano scolastico, il suo vescovo le propose un posto in una parrocchia.
Venne rapidamente presa di mira da persone che ruppero le relazioni con lei accusandola di "cercare il potere".Durante questo periodo ,non ci fu nessuno strappo con i fedeli della Duchère e con il gruppo dei sacerdoti. Al contrario. Alcuni sacerdoti, collaboratori occasionali, erano felici di prendere parte a quello che alcuni chiamavano " la gioia di vivere alla Duchère".
Claire ebbe a soffrire per questa falsa reputazione e, forse, del suo linguaggio troppo vivo. Per alcuni mesi fu come allontanata. Ma quando si presentò la necessità , è a lei che si fece appello per collaborare con un altro sacerdote in un'altra periferia operaia: les Minguettes.
Il percorso di Claire Daurelle è tanto più rimarchevole perchè essa accettò con perfetta serenità la sua malattia ed il freno a tutte le attività. Quelli che l' hanno vista negli anni della malattia fino alla sua morte hanno mostrato la loro ammirazione per tanta serenità ed offerta di sè. Essa si è dedicata al ricordo dei suoi amici della Duchére. La sua fu una vita di pace, di preghiera e di offerta.
Ed ora si può misurare a quale profondità di vita spirituale si radicasse il suo ministero di donna- ed il suo desiderio del ministero ordinato. Il grande cambiamento manifestatosi in lei non era che la manifestazione di ciò che la aveva condotta interiormente all'esercizio del ministero- ed il desiderio, che espresse con tanto contegno, del ministero ordinato.
André BAFFERT e Georges DUPERRAY (sacerdoti di Lione)
Avete letto la testimonianza personale di Claire Daurelle?
Versione italiana di www.womenpriests.org curata da Francesco Rocca.
